Due detenuti estremamente pericolosi erano evasi dal carcere nel cuore della notte. Per molte ore si erano fatti strada attraverso il fitto bosco, cercando di allontanarsi il più possibile dalle pattuglie della polizia. Durante la fuga avevano quasi esaurito tutto il denaro, le scorte di cibo erano finite e davanti a loro c’erano ancora decine di chilometri da percorrere. Sapevano perfettamente che, senza contanti, non sarebbero riusciti ad andare molto lontano.
Quando tra gli alberi notarono una vecchia capanna di legno, sul volto di uno dei due comparve un sorriso.
— Che fortuna. Vedi quella vecchia? Le prendiamo i soldi e poi continuiamo il viaggio.
Davanti alla casa, seduta su una panchina di legno, c’era un’anziana donna appoggiata a un bastone. Guardava tranquillamente in lontananza e non si accorse nemmeno che i due uomini erano ormai arrivati quasi davanti all’abitazione.

— Ehi, vecchia — disse uno dei due con tono brusco. — Consegnaci immediatamente tutti i soldi. E ti conviene sbrigarti.
La donna sollevò lentamente lo sguardo.
— Non ho denaro, figliolo. Vivo qui completamente sola.
IL SECONDO CRIMINALE SCOPPIÒ A RIDERE.
— Certo che non ne hai. Tutti i vecchi tengono i risparmi sotto il materasso. Non provare a prenderci in giro.
Fece un passo verso la porta, ma l’anziana donna si alzò improvvisamente dalla panchina e gli sbarrò la strada.
— Non entrate in casa mia.
— E se decidessimo di entrare lo stesso? — domandò con tono derisorio, spingendola con una mano.
La donna riuscì a malapena a mantenere l’equilibrio. Strinse più forte il bastone e disse sottovoce:
— Andatevene. Finché siete ancora in tempo.
I due fuggitivi si guardarono e scoppiarono di nuovo a ridere.
— CI STAI MINACCIANDO?
L’anziana donna sapeva perfettamente che non era possibile ragionare con persone tanto pericolose. Proprio in quel momento, dal bosco comparve qualcuno che fece gelare entrambi i criminali dal terrore e fece capire loro, in un solo istante, chi fosse davvero quella vecchietta apparentemente indifesa… 😨😰
Nello stesso momento, dalle profondità del bosco arrivò un forte rumore di rami spezzati.
I due uomini smisero immediatamente di ridere.
Passi pesanti si avvicinavano sempre di più.
Poco dopo, dal bosco emerse lentamente un enorme orso bruno. Era così imponente che i criminali fecero istintivamente alcuni passi indietro.

— Dannazione… — sussurrò uno di loro. — Sta venendo dritto verso di noi…
L’orso non guardò nemmeno l’anziana donna. Si avvicinò tranquillamente a lei, sfiorò delicatamente la sua mano con il muso ed emise un lieve brontolio, proprio come avrebbe fatto un cane addomesticato.
LA DONNA ACCAREZZÒ CON AFFETTO L’ANIMALE.
— Ciao, tesoro mio… Sapevo che eri qui vicino.
I due fuggitivi rimasero immobili, come paralizzati.
— Che… che cosa sta succedendo? — domandò uno di loro con voce tremante.
L’anziana donna li guardò con calma.
— Molti anni fa alcuni cacciatori uccisero sua madre. Allora era ancora un cucciolo. Lo nutrii con il latte, curai la sua zampa ferita e mi occupai di lui per quasi un anno. Quando recuperò le forze, lo lasciai tornare nel bosco. Nonostante questo, ancora oggi viene a trovarmi quasi ogni giorno.
In quel momento uno dei criminali provò ad aggirare con cautela l’orso per raggiungere la casa.
L’animale voltò immediatamente la testa.
BASTÒ UN SOLO RUGGITO POTENTISSIMO PER FAR CEDERE LE GAMBE A ENTRAMBI GLI UOMINI DALLA PAURA.
L’orso si alzò sulle zampe posteriori, diventando quasi due volte più alto di un uomo.
— Scappiamo! — urlò uno dei fuggitivi.
Entrambi si voltarono e fuggirono nel bosco in preda al panico, abbandonando dietro di sé lo zaino e tutta la refurtiva.
Corsero così velocemente che, dopo pochi minuti, sbucarono direttamente su una strada forestale dove la polizia stava già conducendo le ricerche. Alla vista delle pattuglie provarono ancora a scappare, ma dopo quella corsa estenuante non avevano più energie.
Quando in seguito gli agenti chiesero all’anziana donna come fosse riuscita a salvarsi, lei si limitò a sorridere e guardò verso il bosco.
— Il bene torna sempre. A volte… in dimensioni davvero enormi.
IN LONTANANZA, TRA GLI ALBERI, COMPARVE ANCORA UNA VOLTA L’ENORME DORSO DELL’ORSO BRUNO, POI L’ANIMALE SCOMPARVE SILENZIOSAMENTE NEL FITTO BOSCO.
